eventi 5VIE Design Week 2026 "QoT - Qualia of Things" territory

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20.04.2026 - 26.04.2026

Marco Guazzini

presents: Risonanze.

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Cavallerizze

Via Olona, 4

Marco Guazzini

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Marco Guazzini

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Un progetto di Marco Guazzini per 5VIE

A cura di Maria Cristina Didero


Risonanza è una parola che non si esaurisce nella sua definizione perché chiede qualcosa a chi la incontra. Si espande nell'uso, cambia forma nell'esperienza, acquista peso nel tempo. Risonanzain fisica, descrive il fenomeno per cui un sistema entra in vibrazione quando incontra la propria frequenza naturale - un accordo invisibile tra corpi che si riconoscono. Nell'arte, può essere qualcosa di più silenzioso e duraturo: l'impronta emotiva, psicologica e intellettuale che un'opera lascia molto dopo che l'incontro è finito. È ciò che rimane quando l'oggetto non è più davanti a noi.


Il designer italiano, Marco Guazzini, è un progettista che non si accontenta delle categorie. Nel suo lavoro, arte, design e architettura non sono discipline separate ma territori contigui, attraversati con la stessa curiosità e la stessa precisione. La sua è una pratica che pensa per sistemi ma agisce per intuizioni, che costruisce rigore senza sacrificare la sorpresa. È in questo spazio di confine - produttivo, instabile, mai del tutto risolto - che nasce Risonanze, presentato a Le Cavallerizze di 5VIE durante la Milano Design Week 2026.


Prima ancora di parlare del progetto, vale la pena soffermarsi su uno degli elementi più distintivi della sua ricerca materica, i materiali autoprodotti: il primo è Marwoolus®, materiale da lui inventato e brevettato, che reinterpreta il marmo attraverso la lana e un legante bi-componente. Disponibile in diverse colorazioni - tanto della base quanto della fibra tessile - Marwoolus® è già di per sé una dichiarazione poetica e concettuale oltre che un chiaro riferimento ai luoghi di appartenenza dell’autore quali Prato con la grande tradizione tessile e Pietrasanta rinomata per le cave di marmo. La durezza della pietra tradotta in morbidezza. La permanenza del naturale reimmaginata attraverso il contemporaneo. Un paradosso risolto con eleganza, che dice molto del modo in cui Guazzini intende il design: non come risposta a un problema, ma come domanda posta alla materia. In questo progetto, oltre a Marwoolus®, Guazzini introduce anche un altro materiale di sua invenzione dal nome simile al primo: Alwoolus™ combina fibre di lana a una base innovative che utilizza polvere di alluminio, conferendo al materiale  riflettività e brillantezza. A differenza di Marwoolus®, in cui la luce può attraversare il materiale illuminando le fibre interne, qui la luce viene completamente riflessa dalla superficie grazie alle proprietà dell’alluminio, creando cosi un effetto luminoso e vibrante.


Per Risonanze, Guazzini parte da un gesto apparentemente semplice: prendere oggetti di tipologie diverse - una console, una scrivania, un appendiabiti, un piccolo tavolino alto oltre ad altri oggetti nati dall’immaginazione - e legarli insieme attraverso un sistema di tubi in alluminio. Il risultato è un paesaggio. Un vero e proprio landscape in cui la tipologia di prodotto smette di essere fissa per diventare viva di possibilità, laddove nulla è definitivo e tutto è potenziale. Colore, texture e forma scorrono attraverso un sistema tubolare continuo, creando un linguaggio in costante evoluzione con infinite possibilità e combinazioni. Ogni connessione suggerisce un nuovo esito, ogni curva apre una nuova direzione. Ciò che colpisce del progetto nello spazio delle Cavallerizze è la qualità spaziale, quasi cosmica, della composizione - elementi eterogenei per forma, materiale e funzione che coesistono in un equilibrio sospeso, come corpi celesti attratti da una stessa forza invisibile, appartenenti alla stessa orbita ma al tempo stesso liberi di lasciarla. Marmi, lane, metalli, superfici opache e riflettenti: tutto concorre a creare un ambiente che chiede di essere attraversato, scoperto. L'installazione ha la struttura di una frase complessa: il senso si rivela non solo nello sguardo d’insieme ma anche in una semplice parte del tutto.


Risonanze non impone una forma definita - invita piuttosto al movimento, alla trasformazione. Ed è proprio qui che risiede una delle tensioni più fertili del progetto: la dialettica tra serialità e unicità, tra il design ripetibile e la personalizzazione profonda di ogni singolo pezzo. I lavori che compongono questo panorama non sono elementi scenografici destinati a restare insieme per sempre. Sono oggetti autonomi, ciascuno capace di esistere nell’insieme e da solo, pensati per essere vissuti anche in contesti diversi, da persone diverse. Risonanze è un sistema ma ogni suo elemento è anche un'opera a sé. È una collezione, ma anche un'installazione. In un momento in cui il confine tra produzione seriale e pratica artistica si fa sempre più sottile - e quindi sempre più interessante – Marco Guazzini sceglie di non risolverlo, ma di abitarlo. Di farne il luogo stesso del progetto. Perché è lì, in quella zona di tensione produttiva, che le cose iniziano a diventare importanti.


L’installazione, così come i materiali, sono interamente realizzati a mano nel laboratorio di Marco Guazzini a Pietrasanta, in collaborazione con Anna Sanetra per l’organizzazione del progetto.

@ana_senestra_design