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Cavallerizze
Via Olona, 4
Opera realizzata a mano in ceramica smaltata
70 cm diametro, 50 cm altezza
In esposizione presso le Cavallerizze, MDW 26 distretto 5VIE
mgiudittavettese@gmail.com
+39 3336449800
“Attraverso quest’opera invito a concepire l’energia come ciò che sa
farsi materia e al tempo stesso la trascende. Un’energia elementare,
alchemica, come una fiamma che non brucia ma continuamente si
rigenera abitando il mondo.”
Con questa nuova edizione di La Fiamma che non Brucia, Giuditta Vettese
(1994) continua la sua ricerca nata nel 2024 con l’omonima scultura in
bronzo realizzata con il supporto di Sali e Tabacchi Journal presso Fonderia
Battaglia.
Negli spazi di Le Cavallerizze, la scultura diventa un altare domestico, uno
spazio di intima contemplazione, luogo di devozione e cura. Al bordo
dell’erotismo, un grande corpo concentrico e concavo di ceramica
smaltata è concepito per contenere acqua – la garante della vita, enigma che
può prendere qualsiasi forma, in molte culture simbolo di purificazione e
ciclicità, spesso usata anche come veicolo rituale.
La ricerca formale di Giuditta Vettese s’ispira ad antichi simboli culturali e
religiosi, esplorando la dimensione dell’organico in cui la circolarità trova
espressione. Altra sorgente fondamentale resta il corpo umano che, con la
sua sensorialità, è spazio dove materia ed energia psichica convergono
nel dono dell’esistenza.
Pezzo unico realizzato a mano con la competenza degli artigiani della
ceramica faentina, La fiamma che non Brucia è una meditazione sul corpo, e
sul cerchio, come uno stato di continua generazione: una fiamma ossimorica
e paradossale che non brucia, metafora dell’eterno trasformarsi e rinnovarsi
della forza vitale.
Nelle giornate del Salone l’opera è il centro di alcuni, brevi, azioni
performative dell’artista dove, in momenti non precisamente programmati, il
gesto diventa rituale, e, oscillando tra corpo e suono, racconta
l’importanza del rapporto con gli oggetti e il loro linguaggio, attraverso cui gli
esseri umani costruiscono sé stessi. Un sistema di sensori programmati dal
compositore Jacopo Gino, trasforma il movimento in suono, traducendo
l’interazione tra ceramica, acqua e corpo umano.
Ph Alberto Mora