eventi 5VIE Design Week 2026 "QoT - Qualia of Things" territory

AGENDA

20.04.2026 - 26.04.2026

Giuditta Vettese

presents: La Fiamma che non Brucia

Sei qui: Cavallerizze

Art+Design

5vie event

eventi fisici

Info

Cavallerizze

Via Olona, 4

Giuditta Vettese

meet the _Artist

Giuditta Vettese

progetti:

1 eventi

Opera realizzata a mano in ceramica smaltata

70 cm diametro, 50 cm altezza

In esposizione presso le Cavallerizze, MDW 26 distretto 5VIE


mgiudittavettese@gmail.com 

+39 3336449800


“Attraverso quest’opera invito a concepire l’energia come ciò che sa


farsi materia e al tempo stesso la trascende. Un’energia elementare,


alchemica, come una fiamma che non brucia ma continuamente si


rigenera abitando il mondo.”


Con questa nuova edizione di La Fiamma che non Brucia, Giuditta Vettese


(1994) continua la sua ricerca nata nel 2024 con l’omonima scultura in


bronzo realizzata con il supporto di Sali e Tabacchi Journal presso Fonderia


Battaglia.


Negli spazi di Le Cavallerizze, la scultura diventa un altare domestico, uno


spazio di intima contemplazione, luogo di devozione e cura. Al bordo


dell’erotismo, un grande corpo concentrico e concavo di ceramica


smaltata è concepito per contenere acqua – la garante della vita, enigma che


può prendere qualsiasi forma, in molte culture simbolo di purificazione e


ciclicità, spesso usata anche come veicolo rituale.


La ricerca formale di Giuditta Vettese s’ispira ad antichi simboli culturali e


religiosi, esplorando la dimensione dell’organico in cui la circolarità trova


espressione. Altra sorgente fondamentale resta il corpo umano che, con la


sua sensorialità, è spazio dove materia ed energia psichica convergono


nel dono dell’esistenza.


Pezzo unico realizzato a mano con la competenza degli artigiani della


ceramica faentina, La fiamma che non Brucia è una meditazione sul corpo, e


sul cerchio, come uno stato di continua generazione: una fiamma ossimorica


e paradossale che non brucia, metafora dell’eterno trasformarsi e rinnovarsi


della forza vitale.


Nelle giornate del Salone l’opera è il centro di alcuni, brevi, azioni


performative dell’artista dove, in momenti non precisamente programmati, il


gesto diventa rituale, e, oscillando tra corpo e suono, racconta


l’importanza del rapporto con gli oggetti e il loro linguaggio, attraverso cui gli


esseri umani costruiscono sé stessi. Un sistema di sensori programmati dal


compositore Jacopo Gino, trasforma il movimento in suono, traducendo


l’interazione tra ceramica, acqua e corpo umano.

Ph Alberto Mora